I ghetti del colle

di Alessandro Buda

Descrizione

Tempo fa, quando la gente dei campi aveva il senso dell'ordine e della pulizia, quando fra i poderi si respirava aria di sussistenza e frugalità ma anche dove non c'era un ciuffo d'erba fuori posto, una discarica malcelata tra i rovi di un fossato, quei ghetti rurali si presentavano in modi differenti l'uno dall'altro.

Talvolta la mentalită contadina, nella sua logica approssimativa, attribuiva tale nome anche solo ad un paio di case addossate l'una all'altra. Ogni ghetto rispettava stili di vita, piccole realtà abitudinarie e relazioni interpersonali capaci di apostrofare con un ulteriore nomignolo il piccolo abitato ma anche, nello stesso tempo, di individuare quell'ampio contesto di cui erano parte.

Questo scritto ne presenta alcune brevi linee documentarie riferite ad un tempo, il Primo Novecento, di cui non sempre si ha storicamente un ricordo preciso e minuto. Certo che comunque quei ghetti, quei ristretti nuclei residenziali e le circostanze di vita che vi si svolsero poco meno di cent'anni fa, appaiono ad oggi come un qualche cosa di perso nel tempo, legato al vezzo della curiosità storica e dimenticato dalla frenetica ed ingenerosa prassi contemporanea.

Contenuti del Volume

  • Una lenta evoluzione
  • Casupole tra Sette ed Ottocento
  • Nel solco della tradizione contadina
  • Servizi ed alimentazione
  • I panni e il mastello
  • Diverbi e litigi
  • Miserie ed intemperanza giovanile
  • Novecento tra luci ed ombre
  • Divertimenti e fede popolare
  • Le sale da ballo
  • Nomenclatura dei ghetti
  • Scuola e focolare
  • Nel diluvio della guerra
  • Rastrellamenti e ricerca di cibo
  • Scolari e bidella
  • La crescita economica
  • E' temp che pasa
  • Tracce scomparse

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